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Il foro di Praeneste


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Gli edifici principali del Foro di Preneste, riferibili al grande intervento di ristrutturazione urbanistica del II sec. a.C, situati sul lato settentrionale dell’attuale piazza Regina Margerita, ma posti ad un livello superiore, erano: l’Aula Absidata, la Basilica e il cosiddetto Antro delle Sorti, i quali si affiancano al tempio di Giove, costruito tra IV e III sec. a.C.

L’AULA ABSIDATA

Attualmente inglobata nell’edificio dell’ex- Seminario Vescovile, l’Aula Absidata è una grande sala rettangolare con un pavimento finissimo in mosaico bianco, che si conclude con una grande abside sul fondo, in origine pavimentata dal famoso mosaico policromo a soggetto nilotico, attualmente conservato nel Museo.

LA BASILICA

Adiacente all’Aula Absidata, sul lato occidentale, si trova la basilica della città, a lungo erroneamente denominata “Area Sacra”. Essa era divisa in quattro navate da colonne con capitelli corinzio-italici; le due file centrali dovevano essere a doppio ordine e nelle pareti del piano superiore si aprivano probabilmente delle finestre che illuminavano l’ambiente. La parete settentrionale è in opera incerta con semicolonne corinzio-italiche, ed è separata dalla roccia retrostante da una intercapedine che doveva servire ad isolare la struttura dall’umidità. Anche questo edificio si trova ad una quota superiore rispetto al foro, la stessa dell’Aula Absidata, ed il dislivello era in questo caso superato e nascosto da un colonnato di ordine dorico, secondo una soluzione architettonica tipica dell’architettura ellenistica dell’Asia Minore, che dovette avere origine nella città di Pergamo.


IL COSIDDETTO “ANTRO DELLE SORTI”

Sul lato occidentale della basilica è il cosiddetto “Antro delle Sorti”, una grotta, forse in origine naturale, allargata artificialmente, arricchita da tre nicchie, e decorata da finte stalattiti fissate alla roccia con malta. L’ingresso alla grotta è monumentalizzato da un arco in tufo ed in parte anche la copertura è costituita da una volta, sempre in tufo.  La grotta è pavimentata da un raffinato mosaico policromo, lacunoso nella parte centrale, raffigurante il fondo marino con una varietà di pesci, crostacei, e molluschi. Sulla destra si conserva l’immagine di un piccolo santuario che dati gli attributi raffigurati (tridente e timone) potrebbe essere dedicato a Poseidone. Lo spazio antistante è pavimentato con un finissimo mosaico bianco, molto simile a quello dell’Aula Absidata, che fa supporre che questa zona in origine fosse coperta.
Come per il mosaico nilotico, ci troviamo di fronte alla presenza di artisti alessandrini che lo realizzarono in loco.

INTERPRETAZIONE DEGLI EDIFICI DEL FORO

L’identificazione degli edifici del Foro è tuttora molto discussa,  tuttavia due ipotesi sembrano le più attendibili: la prima attribuisce l’aula absidata al culto di Iside, per il soggetto del pavimento mosaicato e per il ritrovamento nell’area della piazza di frammenti di obelisco in granito rosso con geroglifici non propriamente egizi ma di imitazione, databili alla prima metà del I secolo d. C., inoltre è da far notare che la grande statua in marmo grigio di Rodi esposta nel museo è stata attribuita proprio ad Iside e già in altre circostante sono state identificate tra loro le divinità Iside e Fortuna. Di conseguenza il cosiddetto Antro delle Sorti (che non è il luogo di rinvenimento delle “sortes” prenestine) potrebbe essere un serapeo (luogo di culto dedicato a Serapide). La seconda ipotesi prende invece in considerazione l’ eventualità che la divinità ricordata nella grotta sia Iside pelagia. Sappiamo che esisteva una festa navale dedicata a questa dea, che era appunto la protettrice della navigazione e quindi le si potrebbe riferire il soggetto del mosaico. L’aula absidata  a sua volta potrebbe coincidere con il santuario dedicato a Serapide o comunque con un altro culto anch’esso egizio.


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